CURIOSITA'

CULTURA
La cultura Kanak, si basa su trasmissione orale, scambi, miti e leggende animiste; il rito è l'asse centrale di questa cultura che disciplina l'organizzazione sociale.

L'impronta della cultura Kanak è presente in tutti i campi e si esprime in molteplici forme artistiche. A Nouméa, il maestoso Centre Culturel Tjibaou, progettato dall'architetto italiano Renzo Piano e inaugurato nel 1998, è il luogo per eccellenza della cultura kanak e del suo cuore vibrante.

Ogni individuo è prima di tutto membro della sua tribù nella quale gli antichi, “i vecchi”, ricoprono una posizione preminente. La proprietà individuale non esiste. La terra appartiene a tutti, essendo la condivisione disciplinata dalla legge delle alleanze.

La coltivazione dell'igname scandisce la vita del clan, che fa di questo tubero una derrata sacra, offerta, in particolare, in dono in occasione delle grandi feste comunitarie: matrimoni, cerimonie di intronizzazione. La tradizione orale è ancora forte. Del resto, se il francese è la lingua ufficiale e parlata, nell'arcipelago esistono ventotto lingue vernacolari, di cui cinque hanno ottenuto lo statuto di lingua regionale. Le più parlate sono il “nengoné” nell'isola di Maré, il “drehu” a Lifou e il “païci” nella regione di Poindimié, sulla costa orientale. Questa cultura Kanak ha conosciuto una rinascita negli anni del 1970, sulla scia dell'emergenza dei primi movimenti identitari.

POPOLAZIONE
La Nuova Caledonia è una società plurietnica ricca di giovani, poiché metà della popolazione ha meno di 30 anni. Scoprire la Nuova Caledonia, è dunque immergersi nel cuore di una società dinamica dove la differenza è un'esperienza quotidiana. Oggi due abitanti su cinque provengono dalla comunità melanesiana, la popolazione originaria.

Poco più di 245.000 persone vive in armonia in tutto il territorio con una densità di popolazione di appena 13 abitanti per km2, che è eccezionalmente bassa rispetto al mondo francese e al mondo moderno. Due terzi degli abitanti vivono nell'agglomerato del Grand Nouméa, che concentra quasi tutta l'attività economica. Basta dunque abbandonare il frastuono della capitale per godere della tranquillità dei grandi spazi e dell'autenticità delle persone che vivono in questi luoghi.

“BROUSSARD”
I “broussard”, discendenti dei pionieri, hanno forgiato un'identità meticciata, che ha generato un modo di vivere ispirato all'Australia, alla Melanesia e all'Europa.

Nei più vecchi quartieri di Nouméa, antiche case in legno dalle facciate colorate, il castello Hagen e anche la splendida Maison Célière nella Vallée des Colons, recentemente restaurata, evocano gli incanti dell'epoca coloniale, mentre all'interno dell'isola i “broussard” conducono una vita essenzialmente rivolta all'esterno e ai grandi spazi, dove il bestiame, i cavalli e la natura in generale, sono dominanti. Una vita condotta in relativa autarchia, dove la solidarietà e l’arte di arrangiarsi permettono di addolcire la quotidianità, con appuntamenti importanti come le fiere agricole che mettono in luce il “savoir-faire” broussard.

NICHEL
Filo conduttore fondamentale della storia del Caillou, il nichel è il simbolo del patrimonio caledoniano. Industriale, umano o culturale, ha scarificato le montagne, arrossito i fiumi e influenzato tutta la storia dell'arcipelago. Il nichel è il sangue della Nuova Caledonia. Soprannominato il Re Nick, il minerale è stato estratto fin dalla fine del XIX secolo e ha visto avvicendarsi ondate continue di manodopera. Del resto tre operatori minerari si trovano stabilmente in Nuova Caledonia facendo di questo piccolo territorio uno dei primi cinque produttori mondiali di nichel, ma anche uno dei più innovatori nella ricerca di una sinergia tra sviluppo economico e tutela dell'ambiente.