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21 Dec 2017
Nuova zelanda
Nuova Zelanda: un po' di storia (prima parte)

I primi insediamenti umani in Nuova Zelanda furono costituiti da gruppi di polinesiani, in una serie di ondate successive, che vi giunsero tra il 1000 e il 1300 d.C., i quali svilupparono una propria cultura che sfociò nell'identità del popolo māori.

I primi europei a visitare l'area furono gli olandesi della spedizione guidata da Abel Tasman (1642). Molti membri dell'equipaggio vennero uccisi dai māori e l'esito della spedizione fu tenuto segreto per evitare eventuali insediamenti della rivale Compagnia Inglese delle Indie Orientali. Gli europei non fecero ritorno sulle isole fino all'arrivo del britannico James Cook, che visitò queste terre durante il suo primo viaggio del 1768-71. James Cook sbarcò in Nuova Zelanda nel 1769 e mappò gran parte delle coste. Dopo di lui molte altre navi europee e americane sbarcarono sulle isole: gli europei per commerciare con i nativi, cedendo cibo, armi e utensili in metallo in cambio di acqua fresca e cibo locale tanto che l'introduzione della patata e del moschetto ebbe un notevole impatto sulla società māori, modificando i rapporti di forza fra le tribù in virtù dell’avvento delle armi da fuoco.

Preoccupato dalle mire espansionistiche francesi e dal modo disordinato con cui i bianchi stavano colonizzando le nuove terre, il governo britannico decise di inviare in Nuova Zelanda William Hobson, al fine di reclamare la sovranità e stipulare un trattato con i nativi.
Fu così che dal 1788 al 1840 la Nuova Zelanda fece formalmente parte del Nuovo Galles del Sud. La vera svolta fu determinata dal Trattato di Waitangi (6 febbraio 1840) considerato, nonostante i gap di traduzioni māori/inglese, l'atto costitutivo della nazione neozelandese oltre che una garanzia dei diritti della popolazione autoctona dei māori. In particolare, Hobson scelse inizialmente Okiato come capitale della nuova colonia, per poi trasferirsi ad Auckland nel 1841.

A partire dal 1840 consistenti ondate di coloni europei giunsero in Nuova Zelanda causando un discreto danno agli autoctoni quando, di fronte alla crescita degli insediamenti dei bianchi (stimolata dalla scoperta dell'oro, avvenuta nel 1861), i māori cominciarono a temere di perdere il controllo della loro terra. Tali contrasti portarono alle cosiddette guerre māori, combattute tra gli anni sessanta e settanta dell'Ottocento e che causarono ai māori la perdita della gran parte delle loro terre.