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27 Dec 2018
Pacifico
Tahiti: Il magnetico fascino del Pacifico

Nel 1929 un artista irlandese il cui nome era Robert Gibbings (1889 - 1958) arrivò a Tahiti. S’innamorò a tal punto di questo paradiso in Terra che passò il proprio tempo scrivendo e illustrando il suo libro “Iorana, un giornale tahitiano” il primo di una lunga serie che avrebbe prodotto. La visita di Gibbings a Tetiaroa fu l'inizio di un’affezione quasi morbosa per le isole del Pacifico ed il loro mondo sottomarino che durò tutta la sua vita.

Al principio i suoi sforzi si concentrarono nel cercare di disegnare il pesce della laguna di Tetiaroa. La sua genialità nella soluzione apparse semplicemente disarmante: escogitò infatti un modo per disegnare sott'acqua usando un casco da immersione e disegnando su fogli di xylonite (un materiale tipo la celluloide) con bastoncini di grafite. 
Rimase solo una notte a Rimatuu, e nonostante questa breve permanenza colse appieno lo spirito del luogo. 

«Quella notte abbiamo dormito sulla sabbia, stendendoci sulle spalle e guardando le stelle, abbiamo potuto sentire la terra che lacerava l’immensità, e ho afferrato il corallo affinché la forza centrifuga non ci scaraventasse nello spazio, linea tra cielo e mare, tutto perso in una foschia iridescente come se fosse la concavità di un guscio di perla gigantesco, e pensavo ai milioni di abitanti delle città che dormono ogni notte nei loro armadi tappezzati» scriveva GIbbins di quella notte sulla sua opera “Iorana, A Tahitian Journal”.
La settimana scorsa, la Tetiaroa Society ha ricevuto la visita di Charlotte Wilkins, la pronipote di Robert Gibbings che sta lavorando ad un libro sulla vita del suo bisnonno che, quando sarà edito, darà un ulteriore immagine di questo idilliaco e paradisiaco luogo.